Come aprire un Profilo dell’attività su Google senza indirizzo

Pubblicato il
Categoria: Promozione locale, Strategia digitale

È una domanda che credo si facciano in tanti. La risposta è sì, ma a certe condizioni: vediamo quali, secondo le norme di Google.

Forse anche tu, professionista o freelance come me, vorresti iscriverti al programma gratuito Profilo dell’attività su Google* per farti trovare online su Google Maps e nelle ricerche locali, ma non hai alcuna intenzione di rendere nota urbi et orbi la sede della tua attività, vuoi perché non ricevi lì i clienti, vuoi per motivi di riservatezza perché magari è casa tua. 

* Ex Google My Business, ora Google Business Profile, abbreviato GBP.

Condizioni di ammissibilità

Se ci fai caso, quando ti registri su Google Business Profile, ti viene chiesto se vuoi aggiungere una sede fisica oppure no, dunque è prevista un’opzione senza sede.

Screen Vuoi aggiungere una sede Google Business Profile

Google infatti ammette che si iscrivano due tipi di attività:

  1. attività con una sede fisica che i clienti possono visitare 
  2. attività al domicilio del cliente.

In altre parole puoi iscriverti (1) se hai una sede aperta al pubblico, ma anche (2) se servi i clienti a casa loro o nella loro sede aziendale.

Puoi iscriverti su Google Business Profile se hai una sede fisica aperta al pubblico oppure se non ce l’hai, o non vuoi renderla nota, ma servi i tuoi clienti al loro domicilio.

Ed è proprio questa seconda specie che fa eccezione al requisito della sede fisica: nel linguaggio di Google sono le cosiddette SAB, Service Area Business.

In realtà non è un caso così infrequente: è tipico per esempio di tanti artigiani che vanno a lavorare a casa delle persone, si pensi all’idraulico o all’imbianchino; ma può applicarsi a qualsiasi professionista B2B che visiti le proprie aziende clienti, come l’agente di commercio, il consulente o il formatore.

In epoca pandemica in questo insieme sono rientrate anche nuove tipologie di servizi, come per esempio le dark o ghost kitchen, cioè cucine professionali specializzate in asporto e/o delivery. Oggi Google le chiama “Brand di ristorazione virtuali” e ne ha regolamentato l’ammissione.

Se invece lavori solo online, ho brutte notizie per te.

Nella schermata successiva Google ti chiederà un numero di contatto e/o, se ce l’hai, un sito. Almeno dei due è obbligatorio.

Screen Google Business Profile: Aggiungi i dati di contatto
Google ti chiede di compilare i dati di contatto: puoi aggiungere un numero di telefono o un sito web. Devi inserirne almeno uno dei due, ma puoi metterli entrambi.

Se lasci il numero di telefono, verrà reso pubblico sulla scheda; se non vuoi dare il tuo numero di cellulare puoi lasciare il campo vuoto – a patto di compilare il sito web – oppure usare un numero dedicato o di telefonia VOIP.

Nel caso non compili il numero di telefono, puoi comunque essere contattato dalle persone con la chat di messaggistica diretta o passando per il link al tuo sito. Per configurare i messaggi diretti dal profilo puoi seguire le mie istruzioni: Come configurare e gestire il profilo dell’attività su Google.

A questo punto della registrazione dovrai comunque indicare un indirizzo postale a cui ricevere la cartolina con il codice di verifica, necessaria per rivendicare e gestire la tua attività; tuttavia questo dato resterà interno tra te e Google e non verrà reso pubblico sulla scheda.  

Screen Google Business Profile Inserisci il tuo indirizzo postale
Istruzioni di compilazione nel caso in cui tu non abbia la sede fisica. Google chiede comunque un indirizzo postale a cui inviare la cartolina di verifica.

Se rientri nella fattispecie senza sede fisica, al momento della registrazione dovrai comunque indicare un indirizzo a cui ricevere la cartolina di verifica. Questo dato non verrà reso pubblico sulla tua scheda.  

Terminata la verifica, Google pubblicherà sulla scheda le aree coperte dal servizio che hai indicato e, a seconda della modalità di visualizzazione del risultato (sempre differente a seconda del contesto), mostrerà il perimetro dell’area sulla mappa o un elenco di luoghi nella sezione “Sede” o anche nulla.

Casi particolari e attività ibride

Importante: l’area di servizio/consegna può anche convivere con la sede fisica. Penso per esempio allo studio veterinario aperto in certi giorni e orari, che eroga anche visite a domicilio nei dintorni.

Google le considera attività ibride. Cito dalle linee guida:

Alcune attività, ad esempio le autofficine che hanno un garage per le riparazioni e offrono il servizio di assistenza stradale, sono considerate attività al domicilio del cliente ibride. Queste attività possono mostrare l’indirizzo del negozio fisico e designare un’area coperta dal servizio nel profilo dell’attività.

Se fornisci il servizio ai clienti al tuo indirizzo e vuoi definire un’area coperta dal servizio, la sede deve essere dotata di personale e in grado di accogliere i clienti durante gli orari indicati.

Insomma: se indichi un indirizzo, la sede deve essere presidiata. Non solo: deve anche avere un’insegna visibile che richiami inequivocabilmente la tua attività. Cito di nuovo:

Le attività che mostrano il loro indirizzo su Google dovrebbero avere un’insegna fissa permanente che indica il nome dell’attività nell’indirizzo.

Indicazioni importanti delle linee guida

Google gestisce autonomamente miriadi di dati, ma in questo caso li ottiene anche con la collaborazione delle aziende che compilano la scheda (ancora troppo poche purtroppo, mentre sarebbe nel loro interesse farlo).

Siccome Google vuole che l’esperienza di chi cerca sia il più possibile soddisfacente e funzionale, tiene tantissimo alla precisione, tanto che lo ribadisce anche in questa sezione delle linee guida:

Assicurati che il tuo indirizzo e/o l’area coperta dal servizio siano accurati e precisi.

Come dobbiamo regolarci nel fornire questa informazione?

Estensione dell’area di servizio

Quando si tratta di compilare l’area o le aree coperte dal servizio, Google dà la possibilità di indicarle in tanti modi: accetta CAP, nomi di località, province o regioni.

La cosa forse più interessante, però, è che si possono anche inserire zone cittadine, a dimostrazione del fatto che:

  • circoscritto è meglio
  • nelle grandi città o aree molto affollate si compete già a livello di quartiere.

Le aree coperte dal servizio possono essere fino a 20.

Nella scheda si possono inserire fino a 20 aree coperte dal servizio.

Se ti stai chiedendo quali aree includere, il regolamento ci dà un’indicazione preziosa, o meglio, ci suggerisce un limite relativamente preciso e contenuto.

Ti consigliamo di non includere nei confini dell’area complessiva coperta dal servizio luoghi che distano più di due ore di auto dalla sede dell’attività.

Salvo poi aggiungere, di lì a poco: «Per alcune attività, può essere necessario impostare aree coperte dal servizio più grandi»; ma non ci dice quali.

In linea di massima vale la prima indicazione: meglio stare entro un raggio plausibile di raggiungibilità, che Google – con criteri direi americani – considera essere 2 ore. Del resto è logico: più si amplia il raggio, più la nostra presenza si indebolisce, sia perché l’area si infittisce di concorrenti, sia perché nelle ricerche locali Google restituisce i risultati tenendo conto anche della vicinanza.*

Dunque, tornando a chi compila: non ha senso mettere aree troppo estese, tipo tutta l’Italia; tutt’al più si può valutare l’ipotesi di creare più schede su diverse aree, ma dipende molto dal tipo di business.

* La prossimità è uno dei tre fattori principali di ranking, insieme a pertinenza ed evidenza. In altre parole, quando noi cerchiamo online con un intento locale, Google:

  • tiene conto di dove siamo e di quanto un’attività dista da noi (vicinanza)
  • cerca di fare il match tra ciò che cerchiamo e cosa una realtà promette (pertinenza)
  • premia le aziende più note, autorevoli e più cliccate in rete (evidenza o notorietà).


Attività non eleggibili

E se non rientro in nessuno dei due casi previsti? Ovvero non ho né una sede fisica o un ufficio dove ricevo i clienti, né un’area entro cui li servo a domicilio?

In questo caso, in base alle linee guida, non posso partecipare al programma Google Business Profile.

Esempio tipico: se lavoro sempre e solo su Zoom o vendo solo online, non rientro nei requisiti.

Google lo dice espressamente:

Brand, organizzazioni, artisti e altre attività che operano esclusivamente online non sono idonei per i profili dell’attività.

Se invece semplicemente non voglio pubblicare il mio luogo di lavoro, ma poi incontro i clienti presso la loro sede, allora sì, sono eleggibile e posso registrare il Profilo dell’attività su Google anche senza pubblicare una sede fisica.

Se non ho un ufficio aperto al pubblico, ma incontro i clienti presso la loro sede, allora sì, posso registrare il Profilo dell’attività su Google anche senza sede fisica.

☞ Se sei freelance o professionista, leggi anche: Come configurare Google Business Profile per i professionisti.

Differenze di visibilità tra attività con e senza sede

Anche se non tutti sono concordi, tra gli addetti ai lavori è abbastanza risaputo che, a livello di visibilità nei risultati di ricerca, le attività senza sede fisica o SAB sono meno visibili rispetto a quelle con un indirizzo, cioè competono più a fatica e si trovano più in fondo nei risultati. Come mai?

Grazie ai profili delle attività, Google punta a intercettare la domanda locale e a promuovere il cosiddetto drive to store, cioè a far sì che le persone raggiungano il tale negozio, ufficio o ristorante. È un ecosistema che nasce per le realtà locali ed è logico che favorisca chi ha una sede definita e geolocalizzabile, per creare un match più diretto tra chi cerca e un punto di interesse.

C’è anche da dire che la posizione di un’attività nella graduatoria dei risultati di ricerca, che in gergo si chiama ranking, non è mai legata a un unico parametro (fosse anche la prossimità), ma a un insieme complesso di variabili e connessioni tra cui la fama in rete, le recensioni, le menzioni, l’autorevolezza del sito e i contenuti presenti in esso.

Google scansisce e mette in relazione le informazioni da diverse fonti e il Google Business Profile è una di queste: cruciale per le realtà locali, utile per tutte le altre; ma resta comunque uno degli elementi di una strategia più ampia, organica, da valutare caso per caso.

Antonella Gallino

Mezza piacentina e mezza milanese, sono emiliana e lombarda nello stesso cuore. Dal 1999 al 2012 ho lavorato come consulente editoriale; dal 2013 aiuto aziende, professionisti e realtà locali a comunicare e promuoversi, online e non solo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.